Ridurre IMU sulla prima casa di noi Italiani all’estero

“Fino al 2013 era possibile per i Comuni Italiani considerare adibita ad abitazione principale la prima casa in Italia posseduta dagli italiani residenti all’estero a condizione che non risultasse locata, ma oggi non è più possibile” dichiara Simone Billi, tra i promotori dell’iniziativa legislativa “perchè il Governo di sinistra ha varato la Legge 23.05.2014 n°80, G.U. 27.05.2014 per cui dal 1 Gennaio 2015 questi immobili sono da ritenersi seconda abitazione”.
“Vige una sola eccezione, per gli iscritti AIRE l’immobile in Italia si può considerare abitazione principale, e quindi esente IMU, solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero” spiega Billi “se si è pensionati in Italia ma si risiede all’estero, non è possibile considerare l’immobile come abitazione principale; per tutti gli altri iscritti AIRE, qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) è di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal Comune in cui l’immobile è ubicato”
Dal 2016, in applicazione della Legge di Stabilità, sgravi ed agevolazioni sono previsti per le imposte IMU, TASI, TARI sulla prima casa posseduta da cittadini Italiani residenti in Italia.
“Chiediamo pertanto che la casa, non locata o data in comodato d’uso, posseduta da cittadini Italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE” conclude Billi “sia equiparata alla prima abitazione in modo che tali cittadini possano avvalersi delle stesse agevolazioni previste per gli Italiani residenti in Italia”.
“Sono contento che tu abbia iniziato questa battaglia di civiltà e giustizia per mantenere saldo il legame di noi Italiani all’estero con la madrepatria” conclude l’on.Guglielmo Picchi “e mi impegnerò a portare avanti questa battaglia per tutti gli Italiani all’estero”.
Qui il link al video youtube: https://youtu.be/pipT6yD6svU

Simone Billi

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Cercasi salvatori di vite a Baden (CH)

L’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) comunale di Baden parteciperà alla «Giornata della buona azione» prevista per sabato prossimo, 16 settembre, insieme a circa 130 altri gruppi in tutta la Svizzera, informerà la popolazione sulla donazione di cellule staminali del sangue. Per le persone affette da malattie ematiche potenzialmente letali come la leucemia questa donazione è spesso l’unica possibilità di guarigione.
L’associazione AVIS di Baden sarà presente a Gebenstorf, davanti al centro commerciale ALDI, Wambisterstrasse 5 5412, dalle ore 9 alle 12, per distribuire alla popolazione opuscoli sulla donazione di cellule staminali del sangue e motivarla a registrarsi. Senza un attimo di esitazione, hanno deciso di partecipare anche quest’anno alla «Giornata della buona azione» organizzata da Trasfusione CRS Svizzera. «A differenza della donazione di sangue, quella di cellule staminali del sangue continua a essere poco conosciuta», così motiva Miranda Secco, presidente dell’associazione, l’impegno del gruppo AVIS di Baden.
Per la prima volta alla «Giornata della buona azione» si terrà un’azione WhatsApp: Trasfusione CRS Svizzera invierà ai volontari un messaggio da inoltrare al maggior numero possibile di contatti. Anche i membri di AVIS Baden vi prenderanno parte per diffondere il messaggio a numerose persone: «Registrandoti come donatore di cellule staminali del sangue puoi offrire alle persone affette da leucemia la speranza di guarire». L’associazione AVIS di Baden è persuasa che quest’azione possa avere un grande impatto: «Tutti possono partecipare alla campagna WhatsApp per aiutare così gli altri in tutta semplicità, perché anche soltanto il passaparola aiuta» dichiara Simone Billi, vicepresidente dell’associazione.
Nel frattempo il Registro svizzero di Swiss Blood Stem Cells, un settore di Trasfusione CRS Svizzera, ha superato i 110’000 donatori iscritti, ma non ci si può fermare qui. Più persone sono disposte a donare, maggiore è la possibilità di poter aiutare per tempo un paziente.
Parallelamente, per garantire l’ampliamento del registro, sono indispensabili anche mezzi finanziari. I costi medi di ogni nuovo profilo di donatore ammontano a circa CHF 140.-, poiché la determinazione del tipo tissutale deve essere eseguita in un laboratorio altamente specializzato.
Al sito www.sbsc.ch/registrazione è possibile registrarsi come donatore di cellule staminali del sangue in qualsiasi momento.
Anche chi non può registrarsi come donatore può salvare vite! Ad esempio sostenendo l’azione Whatsapp: www.uniti-contro-la-leucemia.ch/giornata-della-buona-azione o facendo un’offerta in denaro: PC 30-26015-0, IBAN CH11 0900 0000 3002 6015 0, causale «Giornata della buona azione».

Simone Billi
Vicepresidente AVIS Baden
+41-79-876.60.55

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Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il 24 settembre 2017 in Svizzera

Info dalla Confederazione sulla Previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre in Svizzera, per farsi una propria idea:

https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/ahv/riforme-e-revisioni/altersvorsorge2020.html

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Chiusura improvvisa della Casa d’Italia di Zurigo per ristrutturazione: superficialità, improvvisazione e scarsa trasparenza informativa

Durante l’assemblea pubblica dello scorso 23 Maggio il Comites di Zurigo, in accordo con il locale Consolato e l’Ambasciata di Berna, ha informato la comunità sul progetto e le implicazioni riguardanti l’improvvisa chiusura a corto termine per ristrutturazione della Casa d’Italia; il Ministero degli Esteri ha stanziato adesso 10 milioni di euro. Quindi i lavori, che inizieranno il prossimo 7 luglio con le fasi di rilievo e gli studi di massima e di fattibilità, dovrebbero durare infatti circa 3 anni e concludersi con l’insediamento nell’immobile del Consolato Generale, attualmente situato alla Tödistrasse 65.
La Casa d’Italia è stata inaugurata nel 1932, nel corso degli anni la struttura ha accumulato una memoria storica unica e di grande valore, tanto che la città di Zurigo ha riconosciuto l’importante contributo dato dalla Comunità Italiana alla città e ha identificato nella Casa d’Italia un simbolo storico della presenza italiana a Zurigo da proteggere.
La Casa d’Italia ospita il Polo Scolastico Italiano, comprendente l’asilo, la scuola elementare statale, la scuola media privata «Enrico Fermi» ed il liceo privato con indirizzo linguistico/scientifico «Vermigli», per un totale di circa 200 alunni, e dispone di diversi spazi pubblici (il salone con il palco, alcune salette per riunioni, il bar, la cucina e la palestra), che l’hanno resa nel corso di questi 85 anni un punto di riferimento importante per gli Italiani dell’agglomerato zurighese.
Molti sono i dubbi e le domande che non hanno trovato esauriente risposta durante questa assemblea.
Come mai era assente l’architetto che lavorerà allo studio di fattibilità? Non sarebbe stato il caso di invitarlo per presentare i lavori in modo più dettagliato? Perché un preavviso per la chiusura della struttura di soli 3 mesi?
Il Polo Scolastico Italiano rischia la chiusura definitiva, perché il Console non ha dato alcuna garanzia sulla possibilità di trovare una sede alternativa dopo la ristrutturazione.
Inoltre, nella struttura temporanea alternativa, l’edificio chiamato ex-Siemens, sembra che gli alunni dovranno condividere la mensa e le toilette con gli impiegati degli uffici presenti nell’edificio; sembra oltretutto che gli alunni dovranno attraversare una strada trafficata per andare dalle aule alla mensa.
Nell’ambito delle attività promosse per valorizzare l’italiano come lingua ufficiale svizzera all’interno del quadrilinguismo avrei visto meglio un ulteriore coinvolgimento delle istituzioni zurighesi per potenziare la formazione linguistica e culturale Italiana con attività curriculari o extracurriculari, estesa anche ai ragazzi che scelgono di frequentare la scuola svizzera, per creare e mantenere un forte collante tra le varie Comunità.
Le associazioni potranno avvalersi ancora della Casa d’Italia come luogo di ritrovo? Il Console non ha dato risposte chiare, la mia impressione è che non ci sarà più spazio per le associazioni né durante né dopo la ristrutturazione.
Gli Italiani perderanno così il luogo d’incontro, di scambio di idee e d’approfondimento sulle questioni Italiane che è stata la spina dorsale della Comunità Italiana in Svizzera, per trasformarlo in un semplice Consolato Italiano.
Quando ci saranno le elezioni, i referendum o altre questioni spinose che desteranno l’interessamento degli elettori – così come previsto dalla nostra Costituzione – sarà il Consolato ad occuparsi di organizzare le relative serate informative? Dove? Finanzierà il costo del noleggio di una sala in una struttura svizzera?
Questa ristrutturazione viene portata avanti con superficialità, improvvisazione e scarsa trasparenza informativa. In questo modo non si unisce la Comunità italiana, ma si rischia di dividerla e contribuire alla sua disgregazione.
Gli italiani di seconda generazione si allontaneranno sempre di più dalla Comunità; così si rischia di incrinare ulteriormente i ponti tra la vecchia e le nuove generazioni di immigrati, si contribuisce alla distruzione della Comunita Italiana in Svizzera.
Le istituzioni locali, il Comites ed il CGIE, non hanno hanno contestato questa mancanza di informazione e questa tempistica che rischia di minare il Polo Scolastico e l’associazionismo: a cosa servono tali istituzioni se non si fanno carico delle istanze e dei bisogni della Comunità?
I dubbi e le domande sono ancora tanti, chi avesse ulteriori domande o informazioni da rendere pubbliche per chiarire questa situazione, mi contatti pure privatamente.
A questo punto, comunque, partiamo con questo progetto, usiamo i soldi che sono già stati stanziati ma, da ora fino alla fine dei cantieri, massima trasparenza e chiarezza!

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Giornata della donazione organizzata da A.V.I.S. Baden

L’Associazione Volontari Italiani del Sangue di Baden organizza la «giornata della donazione» sabato 6 Maggio 2017 presso il Kantonsspital di Baden-Dättwil (situato alla Im Ergel 1), durante la quale i volontari Italiani di AVIS accoglieranno i donatori per guidarli nella procedura di donazione dalle ore 8.00 alle 11.30. Questo è quanto annuncia l’ing. Miranda Secco, presidente della sede locale di AVIS, che contemporaneamente comunica pure che “nel 2016 l’AVIS in tutta la Svizzera ha avuto 1269 volontari che hanno donato sangue in 1769 occasioni e conta di aumentarne il numero nel corso del 2017”.
“La giornata offre lo spunto per chiarire alcuni aspetti poco conosciuti legati alla donazione del sangue” dichiara l’ing. Simone Billi, vice-presidente di questa sede locale “Qualsiasi persona maggiorenne di buona costituzione e in buona forma fisica può donare il sangue almeno fino all’età di 75 anni come donatore regolare, a patto che non abbia subito interventi chirurgici (anche per tatuaggi o piercing c’è un termine d’attesa di quattro mesi) oppure partorito negli ultimi 12 mesi, non rappresenti una situazione a rischio (droghe, rapporti sessuali con partner nuovi e diversi) e non assuma determinati medicamenti.”
“La donazione è caratterizzata dall’assoluta anonimità del donatore, è un atto volontario gratuito e per una donazione di sangue occorre considerare circa 45 minuti di tempo, che salgono ad un’ora se si tratta della prima donazione, da effettuare entro il sessantesimo anno di vita” precisa la presidente Secco “il volontario può donare il proprio sangue presso l’ospedale cantonale di Baden-Dättwil durante i seguenti orari: lunedì dalle 08:00 alle 18:00, martedì dalle 14:00 alle 19:30, mercoledì dalle 14:00 alle 19:30 ed inoltre ogni primo sabato del mese dalle 08.00 alle 11.30, senza necessità di prendere un appuntamento”.

“La storia AVIS in Svizzera è strettamente legata alla storia dell’emigrazione Italiana in questo Paese: la prima sede AVIS in Svizzera è stata proprio quella fondata a Baden nel 1963, in seguito vennero create quelle di Zurigo, Olten, Winterthur e successivamente in ancora altre citta’ della Confederazione Elvetica” ricordano Secco e Billi “l’operato dell’AVIS in questi oltre 50 anni di attività ha assecondato la solidarietà della comunità degli emigrati Italiani nel donare il proprio sangue per aiutare chi ne avesse bisogno, nel segno di un altruismo forte e spontaneo verso la Nazione che li ospita”.

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Made in Italy e Made in Spain – articolo su La Pagina

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Imprese e ricerca Italiane nel mondo – brevetti europei – Proposta di legge per l’introduzione di una procedura di opposizione brevettuale in italia

Il Sistema giudiziario italiano è uno dei fattori che limitano fortemente la presenza di aziende straniere in Italia e alle aziende Italiane di difendersi nel proprio Paese dalla concorrenza estera.
«Abbiamo presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per l’introduzione di una procedura di opposizione per brevetti in Italia» dichiara Simone Billi, tra i promotori dell’iniziativa legislativa «in modo da migliorare la procedura brevettuale nazionale sulla falsa riga della procedura di opposizione Europea e con il supporto di un Organizzazione Sovranazionale come l’Ufficio Brevetti Europeo, riconosciuta a livello internazionale come una delle migliori nel settore della Proprietà Industriale.»
«Tale proposta di legge apre le porte alle società straniere e Italiane serie e capaci» spiega Billi «e chiude la porta alle aziende poco serie, quelle che giocano sul fatto che il sistema giudiziario Italiano è faraginoso e ci vogliono anni per arrivare ad una sentenza definitiva.»
“Ringraziamo l’on.Guglielmo Picchi” conclude Billi “per il supporto alla nostra iniziativa.”

PROPOSTA DI LEGGE – TESTO

La procedura di opposizione davanti all’EPO è una ottima alternativa al contenzioso giudiziario nazionale per la revoca di un brevetto Europeo potenzialmente nullo. ( si veda Fi.g1.)

Nell’OJ EPO 2016, A42, l’Ufficio Brevetti Europeo ha apportato dei sostanziali miglioramenti al procedimento di opposizione, al fine di ottenere decisioni più veloci e determinare così maggiore certezza del diritto per tutte le Parti coinvolte e per il Pubblico, nel pieno rispetto dei principi generali sanciti dalla Convenzione.
Le modifiche sono in vigore dal 1 Luglio 2016 e riguardano sostanzialmente le procedure interne all’EPO stessa, per cui il tempo totale necessario per una decisione sarà ridotto a 15 mesi (a partire dalla scadenza del termine di opposizione) nei casi più semplici.
In particolare, la “nuova” procedura di opposizione EPO prevede, dopo il deposito dell’opposizione e la comunicazione all’applicant della stessa, la replica dello stesso applicant entro 4 mesi a cui seguiranno i Summons Oral Proceedings ed una Opinion provvisoria, (si veda Fig.2). Al termine dell’Oral Proceeding viene emanata la decisione definitiva.

Un appello al Board of Appeal, secondo l’A.106 EPC, è sempre possibile.
Inoltre, nella stessa OJ EPO 2016, A42, point 4, viene chiarito che le estensioni dei termini saranno concesse solo in casi eccezionali a fronte di richieste debitamente motivate.
È da notare che una proposta simile per una procedura di opposizione nazionale era stata presentata nel N.2 di questo Notiziario nell’Ottobre 2014.
Tale proposta differiva dalla attuale procedura di opposizione dell’EPO per il fatto che erano previste una Fase Formale davanti all’UIBM per lo scambio delle Memorie, si veda Fig.3, ed una successiva Fase Sostanziale davanti all’EPO durante la quale veniva effettuato l’esame sostanziale. Durante la Fase Formale era in particolare previsto lo scambio di seconde memorie, la procedura EPO prevede l’Oral Proceeding.

Il tempo totale necessario per una decisione nel caso di opposizione nazionale per i casi più semplici era di 18 mesi, oppure di 24 mesi nel caso in cui l’EPO richiedesse chiarimenti alle Parti.
Assumendo un opposition rate per i brevetti italiani simile a quello del 2014 per i brevetti Europei (i.e. 2%), il numero di procedure nazionali di opposizione si attesterebbe a circa 180 l’anno, si veda ancora Fig. 1 dove sono riportate le statistiche sui primi depositi in Italia dall 2011 al 2015.
L’introduzione nell’ordinamento italiano di una tale procedura di opposizione risulta particolarmente importante, per gli scriventi, in particolare alla luce dei recenti sviluppi in ambito Europeo, dove la Gran Bretagna si è chiamata fuori dall’Unione Europea e pertanto l’attuazione del Tribunale Unico è messa in discussione.

Art. 1: Introduzione dell’articolo 200bis rubricato come “procedura di opposizione” al codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30 e successive modifiche.
Dopo l’articolo 200 del codice della proprieta’ industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30, è aggiunto il seguente articolo 200bis:
<< L’Ufficio Europeo dei Brevetti è l’autorità competente ad effettuare la procedura di opposizione relativamente ai brevetti o alle domande di brevetto per invenzione industriale depositate presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Le modalità di svolgimento sono stabilite nel Regolamento di attuazione di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30 e successive modifiche, e da un’apposita Convenzione stipulata tra il Ministero dello sviluppo economico – Ufficio italiano brevetti e marchi e l’Ufficio Europeo dei Brevetti.>>
Art.2: introduzione dell’articolo 69 rubricato come “procedura di opposizione” al Regolamento di attuazione, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.30 e successive modifiche
Il deposito nazionale di una opposizione deve essere presentato davanti all’UIBM.
Il deposito nazionale di una opposizione è effettuato secondo le modalità di cui al presente Regolamento.
La lingua della procedura di opposizione è l’inglese; i documenti depositati in altra lingua devono essere tradotti entro 1 mese in inglese.
Il pagamento delle tasse per il deposito di una opposizione è effettuato nei termini e nelle modalità fissati dal Ministro delle Attività Produttive con proprio decreto; l’opposizione non si considera depositata senza il pagamento delle tasse.
Una opposizione può essere depositata solo sulla base di almeno uno dei seguenti motivi:
L’oggetto del brevetto è reputato essere non nuovo
L’oggetto del brevetto è reputato essere non inventivo
L’oggetto del brevetto è reputato essere non industrialmente applicabile
L’oggetto del brevetto è reputato essere non sufficientemente descritto
Se l’UIBM reputa l’opposizione ammissibile, viene aperto un fascicolo e tutto il suo contenuto viene inviato senza indugio al titolare del brevetto o domanda di brevetto, attivando in questo modo una fase formale di opposizione, che prevede le seguenti fasi:
– Replica da parte del titolare
– Replica dell’opponente
– Seconda replica del titolare
– Invio da parte dell’UIBM del fascicolo completo dell’opposizione all’EPO
Appena ricevuto il fascicolo, l’EPO inizia una fase sostanziale di esame, che prevede le seguenti fasi:
– Esame del fascicolo di opposizione da parte dell’EPO con parere provvisorio e possibilità di commenti o richieste di chiarimenti
– Eventuali repliche del titolare e dell’opponente alla richiesta di chiarimenti dell’EPO
– Parere finale dell’EPO sulla base della documentazione ricevuta.
I termini per la prima replica del titolare sono di 6 mesi dal deposito dell’opposizione; i termini per tutte le ulteriori repliche sono di 4 mesi. I termini per la decisione finale oppure per la richiesta di ulteriori chiarimenti da parte dell’EPO sono di 4 mesi dalla ricezione del fascicolo di opposizione; nel caso di richiesta di ulteriori chiarimenti, il termine per la decisione finale dell’EPO è di 4 mesi dalla ricezione della replica del titolare/opponente.
Esito dell’esame:
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che i motivi di opposizione di cui all’articolo 1 pregiudicano il mantenimento del brevetto o della domanda di brevetto, la Commissione invia il parere di revoca o rifiuto all’UIBM.
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che i motivi di opposizione non pregiudicano il mantenimento del brevetto o della domanda di brevetto non modificata, respinge l’opposizione e invia l’opinione all’UIBM.
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che, tenuto conto delle modifiche apportate dal titolare del brevetto o della domanda di brevetto nel corso del procedimento di opposizione, la domanda di brevetto e l’invenzione a cui si riferisce soddisfino i requisiti della presente Convenzione, decide di mantenere il brevetto o la domanda di brevetto come modificata, ne invia il parere all’UIBM, e la domanda di brevetto nazionale puo’ essere concessa dall’UIBM a condizione che:
sia accertato, in conformità con le disposizioni del regolamento di esecuzione, che il titolare della domanda di brevetto accetti il testo nel quale la divisione di opposizione dell’EPO intende mantenere il brevetto.
L’UIBM notifica la decisione alle parti; la decisione è appellabile di fronte al tribunale nazionale entro 3 mesi.
Convenzione proposta tra l’UIBM e l’Organizzazione europea dei brevetti, sulle modalità di svolgimento delle opposizioni per le domande di brevetto depositate davanti all’UIBM.
Art. 1: Motivi validi per il deposito di una opposizione
Una opposizione puo’ essere depositata solo sulla base di uno dei seguenti motivi:
L’oggetto del brevetto è reputato essere non nuovo
L’oggetto del brevetto è reputato essere non inventivo
L’oggetto del brevetto è reputato essere non industrialmente applicabile
L’oggetto del brevetto è reputato essere non sufficientemente descritto
Art. 2: Procedura di esame
Appena ricevuto il fascicolo, l’EPO inizia una fase sostanziale di esame, che prevede le seguenti fasi:
Esame del fascicolo di opposizione da parte dell’EPO con parere provvisorio e possibilità di commenti o richieste di chiarimenti
Eventuali repliche del proprietario e dell’opponent alla richiesta di chiarimenti dell’EPO
Parere finale dell’EPO sulla base della documentazione ricevuta.
Art.3: Esito dell’esame
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che i motivi di opposizione di cui all’articolo 1 pregiudicano il mantenimento del brevetto o della domanda di brevetto, la Commissione invia il parere di revoca o rifiuto all’UIBM.
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che i motivi di opposizione non pregiudicano il mantenimento del brevetto o della domanda di brevetto non modificata, respinge l’opposizione e invia l’opinione all’UIBM.
Se la divisione di opposizione dell’EPO è del parere che, tenuto conto delle modifiche apportate dal titolare del brevetto o della domanda di brevetto nel corso del procedimento di opposizione, la domanda di brevetto e l’invenzione a cui si riferisce soddisfino i requisiti della presente Convenzione, decide di mantenere il brevetto o la domanda di brevetto come modificata, ne invia il parere all’UIBM.
L’UIBM notifica la decisione alle parti; la decisione è appellabile di fronte al tribunale nazionale entro 3 mesi.
Art. 4: Termini e diritti di deposito
1) I termini per la decisione finale dell’EPO oppure per la richiesta di ulteriori chiarimenti sono di 4 mesi dalla ricezione da parte dell’EPO del fascicolo di opposizione; nel caso di richiesta di ulteriori chiarimenti, il termine per la decisione finale dell’EPO è di 4 mesi dalla replica dell’applicant/opponent.
2) I termini non possono essere estesi.
3) L’UIBM paga all’EPO per ogni procedura di opposizione lo stesso importo stabilito di quello di una opposizione ad un brevetto Europeo; tale pagamento deve essere effettuato unitamente all’invio del fascicolo di opposizione all’EPO.
(2016-12-20)

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Italiani all’estero – referendum – Billi (coord.Mov.Italiani All’estero): “attivato servizio segnalazione irregolarità voto all’estero”

«Abbiamo attivato un servizio per fare da collettore a tutte le segnalazioni di irregolarità o stranezze riguardanti le votazioni all’estero» dichiara Simone Billi, coordinatore del Movimento per gli Italiani all’Estero «le segnalazioni verranno portate all’attenzione di alcuni dei parlamentari del Centro Destra per ulteriori approfondimenti ed eventuali azioni a difesa della regolarità del voto di tutti gli Italiani all’estero».
“In tutto il mondo si sono riscontrate difficoltà e irregolarità in ogni occasione, plichi elettorali mai arrivati o arrivati a destinazioni errate, schede elettorali inviate a persone decedute e cose ancora più gravi e strane” precisa Billi “per questo abbiamo deciso di impegnarci per portare all’attenzione dei nostri Parlamentari le eventuali segnalazioni che riceveremo ed esortiamo chiunque sia a conoscienza di irregolarità o stranezze a segnalarcelo”
Il servizio è disponibile in un gruppo Facebook (Referendum 2016 – segnalazioni e irregolarità) ed in un gruppo Linkedin con lo stesso nome “Referendum 2016 – segnalazioni e irregolarità”
Chi non avesse FB o IN, può fare segnalazioni qui.
Grazie mille, non esitate a contattarmi per domande o commenti. Simone Billi”.

(2016-11-24)

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Italiani all’estero – referendum – Italiani all’estero protagonisti del dibattito costituzionale

Un grande successo di partecipazione per l’atteso dibattito sul referendum costituzionale tenutosi alla Casa d’Italia a Zurigo domenica scorsa in una sala gremita con oltre 250 connazionali” dichiara Simone Billi, l’organizzatore dell’evento “che hanno animatamente partecipato al dibattito”.
“Ringrazio tutti quelli che sono venuti a seguire il dibattito di persona, quelli che lo hanno seguito online e quelli che lo hanno comunque supportato” conclude Billi “i panettoni della pasticceria Cappelli sono andati a ruba!” Anche i video del dibattito hanno riscosso un notevole successo, con un picco di 1500 visualizzazioni, e verranno resi disponibili online a breve.”
(2016-10-18)

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Italiani all’estero – referendum – Billi (Svizzera): comunicare tempestivamente al consolato eventuale cambio di residenza

“I cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’Aire riceveranno la tessera elettorale all’indirizzo di residenza estero” spiega Simone Billi, coordinatore dell’Associazione Italiani in Svizzera ed organizzatore del dibattito informativo che si terrà alla Casa d’Italia a Zurigo domenica prossima, 16 ottobre, alle 17.00 “potremo quindi votare stando comodamente seduti in salotto e spedire la tessera elettorale al Consolato di riferimento”.
“Invito tutti i connazionali a comunicare tempestivamente al Consolato per posta o per email l’eventuale trasferimento della propria residenza” continua Billi “perchè il mancato aggiornamento delle informazioni riguardanti il cambio di indirizzo renderebbe impossibile la consegna della tessera elettorale”.
“All’ultimo referendum, quello sulle trivelle, sono state circa il 15% le tessere elettorali tornate al mittente a Zurigo” spiega Billi “se consideriamo circa 150mila Italiani ivi residenti, vuol dire circa 22mila indirizzi non aggiornati”
“Votare SI perchè’ la riforma chiarirà e semplificherà il rapporto tra Stato e Regioni, con l’eliminazione delle cosiddette “competenze concorrenti”, ogni livello di governo avrà la proprie funzioni legislative” dichiara l’on.Gianni Farina, parlamentare del PD eletto nella Circoscrizione Europea, che sarà presente al dibattito per esporre le ragioni del SI.
Votare NO perchè questa riforma non super ail bicameralismo ma lo rende più confuse e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato” risponde l’on.Guglielmo Picchi, parlamentare eletto nelle fila del Centro Destra nella Circoscrizione Europea che esporrà le ragioni del NO.
“Votare non è solo un diritto, ma è anche un dovere e se non avete ancora le idee chiare se votare Si oppure NO” conclude Billi “venite al dibattito alla Casa d’Italia a Zurigo domenica prossima, potrete sentire sia le ragioni del SI che quelle del NO e porre domande di persona”.
(2016-10-11)

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