Billi e Simonelli: petizione per l’esenzione fiscale sulle pensioni degli Italiani

“A seguito dell’iniziativa intrapresa per richiedere la detassazione dei pensionati Italiani all’estero che desiderano tornare in Italia” dichiara Simone Billi, presidente dell’Associazione Europa dei Popoli e promotore dell’iniziativa legislativa “abbiamo preparato una mozione per detassare tutti i pensionati Italiani”.

Ma come può questa mozione agevolare anche i pensionati all’estero?

“Perchè sarebbe un bel vantaggio per i nostri pensionati, che hanno lavorato duramente all’estero per tanti anni, poter tornare in Italia a godersi la meritata pensione finalmente liberi da vincoli fiscali” spiega Billi “supportando al tempo stesso l’economia locale spendendo in Italia la pensione, invece che transferirsi o mantenere la residenza in un Paese all’estero a bassa tassazione”.

“Siamo favorevoli a questa iniziativa perchè possiamo constatare quotidianamente come i nostri pensionati all’estero siano sempre più in difficoltà ad affrontare i costi della vita quotidiana” dichiara Egidio Simonelli, presidente di Introsalus, Onlus attiva nell’assistenza agli anziani Italiani in Europa “sosteniamo questa proposta con una petizione per raccogliere firme necessarie a rafforzarne il messaggio per i nostri politici, che può essere trovata online al seguente link: http://chn.ge/2ADJekD”.

“Il Ministro competente si attivi affinchè sia prevista la totale esenzione fiscale sull’importo della pensione per tutti i pensionati Italiani residenti in Italia” chiedono Billi e Simonelli “in modo da sostenere i consumi interni ed aiutare gli Italiani che hanno lavorato una vita contribuendo alla crescita ed al benessere del nostro Paese”.

“In questo modo beneficieranno di tale provvedimento sia i pensionati residenti nel nostro Paese che ricevo la pensione dall’INPS” concludono Billi e Simonelli “sia quelli che ricevono una pensione almeno in parte da un Ente Previenziale straniero, senza creare alcuna disparità di trattamento”.

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Agevolazioni per i pensionati emigrati che tornano in Italia

“Sappiamo bene come nell’Unione Europea stia nascendo una forte concorrenza tra Stati per attirare pensionati con una buona capacità di spesa” dichiara Simone Billi, tra i promotori di questa iniziativa legislativa “come ad esempio in Portogallo, dove sono circa 1.037 pensionati italiani che ricevono circa 2.000 euro medi mensili pagando 0 tasse per 10 anni, Cipro dove 170 pensionati prendono circa 5.000 euro medi mensili pagando 5-8,5% di tassazione, Malta dove 210 pensioni prendono circa 2.000 euro medi al mese, Ungheria dove 335 pensionati da circa 1.000 euro medi mensili e Spagna dove 6.438 pensionati prendono circa 800 euro medi al mese”.
Sono 401.570 le pensioni italiane pagate all’estero nel 2016, per importo complessivo annuo poco superiore al miliardo di euro.
Le prestazioni previdenziali pagate ai pensionati all’estero vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale del Paese dove il pensionato è emigrato, si configura pertanto una sorta di trasferimento di risorse dall’Italia verso altri Paesi senza un ritorno in consumi nel nostro Paese.
“Chiediamo pertanto che i pensionati Italiani che ricevano una pensione almeno in parte erogata da un ente straniero e che decidano di fare rientro in Italia senza poter usufriure di ulteriori agevolazioni fiscali” dichiara Billi “possano avvalersi di una esezione fiscale totale sull’importo complessivo della loro pensione per i primi 10 anni di permanenza in Italia, in modo da sostenere i consumi interni del nostro Paese ed agevolare al tempo stesso il ritorno dei pensionati Italiani che vogliano ricongiungersi con i propri affetti ed il territorio dove sono nati”.
“Consapevole delle disparità di trattamento tra i pensionati all’estero e quelli in Italia che possono nascere da una proposta del genere” precisa Billi “stiamo lavorando per proporre soluzioni mirate a superare queste disparità”.
“Ringrazio l’on.Picchi per il supporto ed il sostegno a questa iniziativa” conclude Billi “ci impegneremo a portare avanti questa battaglia per tutti i pensionati Italiani all’estero che sognano o che sono già tornati in Italia”.



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Serata informativa: l’educazione in Italia e in Svizzera

“Il sistema educativo Italiano e quello Svizzero presentano differenze strutturali che li rendono sostanzialmente diversi tra loro, per cui le famiglie degli emigrati Italiani si trovano spesso spaesate al primo approccio con la scuola svizzera” dichiara la dott.ssa Chiara Festoso, presidente dell’associazione Dante Alighieri di Baden “Ieri sera, giovedì 16 Novembre, abbiamo organizzato un incontro con la dott.ssa Barbara Zoli proprio per analizzare insieme queste differenze, ed avere così utili spunti di riflessione, consigli e suggerimenti”.
“Il sistema scolastico Italiano ha un approccio sostanzialmente culturale e nozionistico, dove la formazione teorica è orientata verso lo sviluppo delle capacità critiche, mentre in Svizzera la scuola ha un approccio più pratico ed orientato al mondo del lavoro” spiega la d.ssa Zoli, psicologa e psicoterapeuta, con una vasta esperienza professionale in Italia prima di trasferirsi in terra elvetica “ma non c’è niente da temere poichè, nonostante la scuola svizzera indirizzi molto presto lo studente lungo un percorso selettivo e predefinito, non è un sistema chiuso, infatti il Quereinsteiger garantisce la possibilità di cambiare tipo di lavoro anche in età avanzata”.
“L’educazione non riguarda solo la scuola, ma anche la famiglia e il tempo libero, per cui educare ed educarsi vuol dire tendere al miglioramento e allo sviluppo dei figli, della propria persona, della società” precisa la d.ssa Zoli “A volte la presenza di difficolta’ e problemi psicologici non permette un’adeguata educazione, in questi casi e’ importante che si riconoscano e si dia un nome ai problemi e si affrontino con i dovuti strumenti”.
La famiglia assolve comunque un ruolo centrale nell’interpretazione costruttiva e positiva dei problemi quotidiani e nella resilienza del giovane sia in Svizzera che in Italia e rimane un ambito educativo importante. Dalla discussione è sembrato emergere che in Svizzera i genitori siano portati maggiormente ad aiutare il figlio ad adattarsi alla società, mentre in Italia a ricercare la soddisfazione individuale, il piacere.
“Abbiamo ripreso l’incontro con un video in diretta facebook per dar modo a molte famiglie, impossibilitate a venire di persona a Wettingen, di poterlo seguire” conclude l’ing.Simone Billi, responsabile comunicazione dell’associazione “il tema è comunque complesso e tocca diversi aspetti e competenze”.
L’associazione Dante Alighieri di Baden ringrazia la d.ssa Zoli per la disponibilità e la professionalità e le rinnova l’invito a partecipare ad un altro incontro con la comunità italiana su questo tema, da organizzarsi prossimamente, in modo da approfondire le interessanti tematiche trattate.

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“Il vampiro Svizzero” per la giornata della donazione del sangue

L’Associazione Volontari Italiani del Sangue di Baden organizza la «giornata della donazione» sabato 4 Novembre presso il Kantonsspital di Baden-Dättwil (situato alla Im Ergel 1), durante la quale i volontari Italiani di AVIS accoglieranno i potenziali donatori per guidarli nella procedura di donazione dalle ore 8.00 alle 11.30. Questo è quanto annuncia l’ing.Miranda Secco, presidente della sede locale di AVIS, che contemporaneamente comunica pure che «nel 2016 l’AVIS in tutta la Svizzera ha avuto 1269 volontari che hanno donato sangue in 1769 occasioni e conta di aumentarne il numero nel corso del 2017».
“Abbiamo realizzato un cortometraggio dal titolo “il vampiro Svizzero” per promuovere questo nostro evento” dichiara l’ing.Simone Billi, vice-presidente di questa sede locale “in cui un vampiro assetato di sangue attacca una ignara turista al castello di Baden, questo spot verrà divulgato attraveso la nostra rete di contatti a tutti i residenti della zona di Baden, Italiani e non, sia attraverso l’uso di canali tradizionali, sia con i social network.”
“Le rovine del castello, stile gotico, si sono rivelate la perfetta location per l’ambientazione del cortometraggio” afferma Fabio Firpo, sceneggiatore e regista “è importante trovare nuovi metodi di comunicazione per promuovere l’associazionismo, e spero di poter collaborare anche in futuro per sostenere attivamente simili lavori”.
“Este cineva care are nevoie de el mai mult decat mine” afferma Davide Galassi, che impersona il famoso vampiro Vlad III, principe di Valacchia in Transilvania, che in Rumeno significa “c’è qualcuno che ne ha (del sangue) più bisogno di me”.
“Abbiamo sudato sangue per realizzare questo video” dichiara la giovane Andrea Kammermann, che impersona la turista vittima del vampiro “ma alla fine siamo riusciti a portarlo a termine con soddisfazione, speriamo che il nostro impegno trovi anche il favore dei donatori!”.



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Ridurre IMU sulla prima casa di noi Italiani all’estero

“Fino al 2013 era possibile per i Comuni Italiani considerare adibita ad abitazione principale la prima casa in Italia posseduta dagli italiani residenti all’estero a condizione che non risultasse locata, ma oggi non è più possibile” dichiara Simone Billi, tra i promotori dell’iniziativa legislativa “perchè il Governo di sinistra ha varato la Legge 23.05.2014 n°80, G.U. 27.05.2014 per cui dal 1 Gennaio 2015 questi immobili sono da ritenersi seconda abitazione”.
“Vige una sola eccezione, per gli iscritti AIRE l’immobile in Italia si può considerare abitazione principale, e quindi esente IMU, solo se si è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero” spiega Billi “se si è pensionati in Italia ma si risiede all’estero, non è possibile considerare l’immobile come abitazione principale; per tutti gli altri iscritti AIRE, qualunque immobile posseduto in Italia (abitativo o non abitativo) è di fatto un normale immobile soggetto ad aliquota ordinaria deliberata dal Comune in cui l’immobile è ubicato”
Dal 2016, in applicazione della Legge di Stabilità, sgravi ed agevolazioni sono previsti per le imposte IMU, TASI, TARI sulla prima casa posseduta da cittadini Italiani residenti in Italia.
“Chiediamo pertanto che la casa, non locata o data in comodato d’uso, posseduta da cittadini Italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE” conclude Billi “sia equiparata alla prima abitazione in modo che tali cittadini possano avvalersi delle stesse agevolazioni previste per gli Italiani residenti in Italia”.
“Sono contento che tu abbia iniziato questa battaglia di civiltà e giustizia per mantenere saldo il legame di noi Italiani all’estero con la madrepatria” conclude l’on.Guglielmo Picchi “e mi impegnerò a portare avanti questa battaglia per tutti gli Italiani all’estero”.


Simone Billi

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Cercasi salvatori di vite a Baden (CH)

L’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) comunale di Baden parteciperà alla «Giornata della buona azione» prevista per sabato prossimo, 16 settembre, insieme a circa 130 altri gruppi in tutta la Svizzera, informerà la popolazione sulla donazione di cellule staminali del sangue. Per le persone affette da malattie ematiche potenzialmente letali come la leucemia questa donazione è spesso l’unica possibilità di guarigione.
L’associazione AVIS di Baden sarà presente a Gebenstorf, davanti al centro commerciale ALDI, Wambisterstrasse 5 5412, dalle ore 9 alle 12, per distribuire alla popolazione opuscoli sulla donazione di cellule staminali del sangue e motivarla a registrarsi. Senza un attimo di esitazione, hanno deciso di partecipare anche quest’anno alla «Giornata della buona azione» organizzata da Trasfusione CRS Svizzera. «A differenza della donazione di sangue, quella di cellule staminali del sangue continua a essere poco conosciuta», così motiva Miranda Secco, presidente dell’associazione, l’impegno del gruppo AVIS di Baden.
Per la prima volta alla «Giornata della buona azione» si terrà un’azione WhatsApp: Trasfusione CRS Svizzera invierà ai volontari un messaggio da inoltrare al maggior numero possibile di contatti. Anche i membri di AVIS Baden vi prenderanno parte per diffondere il messaggio a numerose persone: «Registrandoti come donatore di cellule staminali del sangue puoi offrire alle persone affette da leucemia la speranza di guarire». L’associazione AVIS di Baden è persuasa che quest’azione possa avere un grande impatto: «Tutti possono partecipare alla campagna WhatsApp per aiutare così gli altri in tutta semplicità, perché anche soltanto il passaparola aiuta» dichiara Simone Billi, vicepresidente dell’associazione.
Nel frattempo il Registro svizzero di Swiss Blood Stem Cells, un settore di Trasfusione CRS Svizzera, ha superato i 110’000 donatori iscritti, ma non ci si può fermare qui. Più persone sono disposte a donare, maggiore è la possibilità di poter aiutare per tempo un paziente.
Parallelamente, per garantire l’ampliamento del registro, sono indispensabili anche mezzi finanziari. I costi medi di ogni nuovo profilo di donatore ammontano a circa CHF 140.-, poiché la determinazione del tipo tissutale deve essere eseguita in un laboratorio altamente specializzato.
Qui è possibile registrarsi come donatore di cellule staminali del sangue in qualsiasi momento.
Anche chi non può registrarsi come donatore può salvare vite! Ad esempio sostenendo l’azione Whatsapp o facendo un’offerta in denaro: PC 30-26015-0, IBAN CH11 0900 0000 3002 6015 0, causale «Giornata della buona azione».

Simone Billi
Vicepresidente AVIS Baden
+41-79-876.60.55

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Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il 24 settembre 2017 in Svizzera

Info dalla Confederazione sulla Previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre in Svizzera, per farsi una propria idea:

https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/ahv/riforme-e-revisioni/altersvorsorge2020.html

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Chiusura improvvisa della Casa d’Italia di Zurigo per ristrutturazione: superficialità, improvvisazione e scarsa trasparenza informativa

Durante l’assemblea pubblica dello scorso 23 Maggio il Comites di Zurigo, in accordo con il locale Consolato e l’Ambasciata di Berna, ha informato la comunità sul progetto e le implicazioni riguardanti l’improvvisa chiusura a corto termine per ristrutturazione della Casa d’Italia; il Ministero degli Esteri ha stanziato adesso 10 milioni di euro. Quindi i lavori, che inizieranno il prossimo 7 luglio con le fasi di rilievo e gli studi di massima e di fattibilità, dovrebbero durare infatti circa 3 anni e concludersi con l’insediamento nell’immobile del Consolato Generale, attualmente situato alla Tödistrasse 65.
La Casa d’Italia è stata inaugurata nel 1932, nel corso degli anni la struttura ha accumulato una memoria storica unica e di grande valore, tanto che la città di Zurigo ha riconosciuto l’importante contributo dato dalla Comunità Italiana alla città e ha identificato nella Casa d’Italia un simbolo storico della presenza italiana a Zurigo da proteggere.
La Casa d’Italia ospita il Polo Scolastico Italiano, comprendente l’asilo, la scuola elementare statale, la scuola media privata «Enrico Fermi» ed il liceo privato con indirizzo linguistico/scientifico «Vermigli», per un totale di circa 200 alunni, e dispone di diversi spazi pubblici (il salone con il palco, alcune salette per riunioni, il bar, la cucina e la palestra), che l’hanno resa nel corso di questi 85 anni un punto di riferimento importante per gli Italiani dell’agglomerato zurighese.
Molti sono i dubbi e le domande che non hanno trovato esauriente risposta durante questa assemblea.
Come mai era assente l’architetto che lavorerà allo studio di fattibilità? Non sarebbe stato il caso di invitarlo per presentare i lavori in modo più dettagliato? Perché un preavviso per la chiusura della struttura di soli 3 mesi?
Il Polo Scolastico Italiano rischia la chiusura definitiva, perché il Console non ha dato alcuna garanzia sulla possibilità di trovare una sede alternativa dopo la ristrutturazione.
Inoltre, nella struttura temporanea alternativa, l’edificio chiamato ex-Siemens, sembra che gli alunni dovranno condividere la mensa e le toilette con gli impiegati degli uffici presenti nell’edificio; sembra oltretutto che gli alunni dovranno attraversare una strada trafficata per andare dalle aule alla mensa.
Nell’ambito delle attività promosse per valorizzare l’italiano come lingua ufficiale svizzera all’interno del quadrilinguismo avrei visto meglio un ulteriore coinvolgimento delle istituzioni zurighesi per potenziare la formazione linguistica e culturale Italiana con attività curriculari o extracurriculari, estesa anche ai ragazzi che scelgono di frequentare la scuola svizzera, per creare e mantenere un forte collante tra le varie Comunità.
Le associazioni potranno avvalersi ancora della Casa d’Italia come luogo di ritrovo? Il Console non ha dato risposte chiare, la mia impressione è che non ci sarà più spazio per le associazioni né durante né dopo la ristrutturazione.
Gli Italiani perderanno così il luogo d’incontro, di scambio di idee e d’approfondimento sulle questioni Italiane che è stata la spina dorsale della Comunità Italiana in Svizzera, per trasformarlo in un semplice Consolato Italiano.
Quando ci saranno le elezioni, i referendum o altre questioni spinose che desteranno l’interessamento degli elettori – così come previsto dalla nostra Costituzione – sarà il Consolato ad occuparsi di organizzare le relative serate informative? Dove? Finanzierà il costo del noleggio di una sala in una struttura svizzera?
Questa ristrutturazione viene portata avanti con superficialità, improvvisazione e scarsa trasparenza informativa. In questo modo non si unisce la Comunità italiana, ma si rischia di dividerla e contribuire alla sua disgregazione.
Gli italiani di seconda generazione si allontaneranno sempre di più dalla Comunità; così si rischia di incrinare ulteriormente i ponti tra la vecchia e le nuove generazioni di immigrati, si contribuisce alla distruzione della Comunita Italiana in Svizzera.
Le istituzioni locali, il Comites ed il CGIE, non hanno hanno contestato questa mancanza di informazione e questa tempistica che rischia di minare il Polo Scolastico e l’associazionismo: a cosa servono tali istituzioni se non si fanno carico delle istanze e dei bisogni della Comunità?
I dubbi e le domande sono ancora tanti, chi avesse ulteriori domande o informazioni da rendere pubbliche per chiarire questa situazione, mi contatti pure privatamente.
A questo punto, comunque, partiamo con questo progetto, usiamo i soldi che sono già stati stanziati ma, da ora fino alla fine dei cantieri, massima trasparenza e chiarezza!

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Giornata della donazione organizzata da A.V.I.S. Baden

L’Associazione Volontari Italiani del Sangue di Baden organizza la «giornata della donazione» sabato 6 Maggio 2017 presso il Kantonsspital di Baden-Dättwil (situato alla Im Ergel 1), durante la quale i volontari Italiani di AVIS accoglieranno i donatori per guidarli nella procedura di donazione dalle ore 8.00 alle 11.30. Questo è quanto annuncia l’ing. Miranda Secco, presidente della sede locale di AVIS, che contemporaneamente comunica pure che “nel 2016 l’AVIS in tutta la Svizzera ha avuto 1269 volontari che hanno donato sangue in 1769 occasioni e conta di aumentarne il numero nel corso del 2017”.
“La giornata offre lo spunto per chiarire alcuni aspetti poco conosciuti legati alla donazione del sangue” dichiara l’ing. Simone Billi, vice-presidente di questa sede locale “Qualsiasi persona maggiorenne di buona costituzione e in buona forma fisica può donare il sangue almeno fino all’età di 75 anni come donatore regolare, a patto che non abbia subito interventi chirurgici (anche per tatuaggi o piercing c’è un termine d’attesa di quattro mesi) oppure partorito negli ultimi 12 mesi, non rappresenti una situazione a rischio (droghe, rapporti sessuali con partner nuovi e diversi) e non assuma determinati medicamenti.”
“La donazione è caratterizzata dall’assoluta anonimità del donatore, è un atto volontario gratuito e per una donazione di sangue occorre considerare circa 45 minuti di tempo, che salgono ad un’ora se si tratta della prima donazione, da effettuare entro il sessantesimo anno di vita” precisa la presidente Secco “il volontario può donare il proprio sangue presso l’ospedale cantonale di Baden-Dättwil durante i seguenti orari: lunedì dalle 08:00 alle 18:00, martedì dalle 14:00 alle 19:30, mercoledì dalle 14:00 alle 19:30 ed inoltre ogni primo sabato del mese dalle 08.00 alle 11.30, senza necessità di prendere un appuntamento”.

“La storia AVIS in Svizzera è strettamente legata alla storia dell’emigrazione Italiana in questo Paese: la prima sede AVIS in Svizzera è stata proprio quella fondata a Baden nel 1963, in seguito vennero create quelle di Zurigo, Olten, Winterthur e successivamente in ancora altre citta’ della Confederazione Elvetica” ricordano Secco e Billi “l’operato dell’AVIS in questi oltre 50 anni di attività ha assecondato la solidarietà della comunità degli emigrati Italiani nel donare il proprio sangue per aiutare chi ne avesse bisogno, nel segno di un altruismo forte e spontaneo verso la Nazione che li ospita”.

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Made in Italy e Made in Spain – articolo su La Pagina

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