BLOCKCHAIN: IL SOTTOSEGRETARIO GALLI RISPONDE A BILLI – comunicato stampa

“Riteniamo prioritario delineare una strategia nazionale, da elaborare avvalendosi di un gruppo di esperti, che si proponga di creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo di un’economia fondata sulla blockchain nel nostro Paese, che approfondisca politiche e strumenti su diversi temi connessi, al fine di fornire una cornice giuridica di riferimento che dia certezza agli operatori del settore”. Così il viceministro allo sviluppo economico, Dario Galli, che oggi nell’Aula di Montecitorio, ha risposto alla interrogazione presentata da Simone Billi (Lega) nel giugno scorso.

In quella occasione, il deputato eletto in Europa, sottoponeva all’attenzione della Farnesina la possibilità di usare la tecnologia blokchain per aumentare l’efficienza delle procedure per il rilascio dei passaporti da parte dei funzionari itineranti. 

“Come è noto, – ha esordito oggi Galli – la blockchain è una tecnologia nata con i bitcoin, la più nota cripto valuta, e nel tempo sta acquistando una centralità nello scenario tecnologico a livello globale per la possibilità di scambiare dati e valori in maniera certificata, superando la necessità di un’autorità centrale che validi i risultati o le transazioni effettuate. Come sottolineato dai più attenti osservatori, la suddetta tecnologia sarà sempre più comune nei vari settori della vita economica e sociale, dai servizi finanziari alla logistica, fino al settore pubblico. In generale, si ritiene che la sua ampia diffusione possa rappresentare un passo fondamentale verso l’efficientamento e la digitalizzazione dei processi, obiettivo che il Ministero dello Sviluppo economico persegue fortemente”.

“A coronamento di tale impegno, – ha ricordato il vice ministro – il 27 settembre scorso, il Governo ha firmato l’adesione dell’Italia alla “Dichiarazione per una partnership europea sulla tecnologia blockchain”, la quale ha lo scopo di promuovere lo scambio di esperienze tecniche e regolatorie nel settore. Come dichiarato dal Ministro dello Sviluppo economico, tale adesione rappresenta per l’Italia un importante passo in avanti e va a colmare una grave lacuna, considerate anche le risorse che la Commissione europea intende destinare allo sviluppo di questa tecnologia. Nell’ambito dei lavori della European blockchain partnership, in corso di svolgimento, si stanno definendo i requisiti tecnici per la creazione di una piattaforma europea, basata su blockchain, da applicare in ambiti specifici quali la certificazione dei diplomi di studi”.

“Il contributo italiano – ha spiegato il vice ministro – mira ad assicurare che sia mantenuto il carattere decentralizzato e aperto di questa tecnologia e che i lavori mirino allo scambio delle migliori pratiche in corso di sviluppo anche nel nostro Paese sul tema. In questa direzione riteniamo prioritario delineare una strategia nazionale, da elaborare avvalendosi di un gruppo di esperti, che si proponga di creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo di un’economia fondata sulla blockchain nel nostro Paese, che approfondisca politiche e strumenti su diversi temi connessi, al fine di fornire una cornice giuridica di riferimento che dia certezza agli operatori del settore”.

“Proprio in questi giorni – ha ricordato Galli – si è chiusa la call e la Commissione nominata dal Ministro Di Maio sta procedendo a valutare i curricula pervenuti. Al fine di contribuire all’adozione di tale strategia nazionale, il MiSE agevolerà, tra l’altro, la sperimentazione di soluzioni in settori strategici di competenza. In tale senso già si sta lavorando all’utilizzo della tecnologia blockchain nell’ambito della lotta alla contraffazione, per la certificazione dei prodotti made in Italy, investimenti fondamentali per la nostra strategia promozionale, a tutela e garanzia del loro valore. A conferma dell’approccio globale adottato dal Governo sul tema, nella legge di bilancio è prevista l’istituzione di un fondo per favorire la sperimentazione sulle tecnologie emergenti (intelligenza artificiale, blockchain e Internet delle cose) con dotazione iniziale di 15 milioni all’anno fino al 2021. Attraverso questo fondo, il MiSE potrà: 1), finanziare progetti proposti da pubbliche amministrazioni o soggetti privati su tecnologie emergenti; 2), lanciare sfide competitive per raggiungere specifici obiettivi strategici. Si tratta di un fondo aperto, a cui possono contribuire i privati su base volontaria, sul modello del Fondo per il microcredito. In conclusione, dunque, con le azioni che il Governo intende intraprendere, da un lato, si renderà l’Italia un Paese pioniere sulle tecnologie emergenti e si contribuirà a diffondere la consapevolezza tra cittadini e impresa circa i benefici derivanti dall’utilizzo di queste tecnologie”.

Nella replica, Billi ha sostenuto che “la risposta del Vice Ministro denota il grande impegno e la grande attenzione che questo Governo pone nei confronti di questa nuova tecnologia. Come ha detto giustamente il Vice Ministro, questa tecnologia potrà essere utile per migliorare la digitalizzazione dei processi, immagino io, anche nel settore della pubblica amministrazione, ma non solo. In particolare, Vice Ministro, io penso che questa tecnologia possa essere utile anche per migliorare e contribuire al cosiddetto “consolato digitale”, per migliorare i servizi offerti dalla nostra rete consolare nei confronti della comunità italiana all’estero”. (aise) 

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