DE LUCA: LA PROMOZIONE INTEGRATA FUNZIONA

ROMA\ aise\ – La promozione integrata lanciata dalla Farnesina con lo slogan “Vivere all’Italiana” si è dimostrata “un’idea vincente”. Così il Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri, Vincenzo De Luca, che questa mattina è stato ascoltato dal Comitato permanente sugli Italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera, presieduto da Simone Billi, nell’ambito dell’esame istruttorio della “Relazione sull’attività svolta per la riforma degli Istituti italiani di cultura e gli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all’estero”, riferita all’anno 2017.
Un anno “di svolta”, ha esordito De Luca, ricordando che proprio nel 2017 è cambiato “l’approccio e il processo di promozione della cultura italiana”. Un anno – ha aggiunto – che ha coinciso con l’inizio del “Piano straordinario di promozione integrata” che vede “l’italianità associata alla cultura, al made in Italy” nella convinzione di “integrare le dimensioni di promozione economica, culturale e scientifica”.
Una “innovazione molto efficace”, ha detto De Luca, “alla quale guardano anche altri partner europei”.
“L’idea di rappresentare unitariamente le eccellenze del nostro Paese, economiche, culturali, scientifiche e tecnologiche” si è dimostrata “vincente” come dimostrato anche “da molti studi sul valore del “marchio Italia” e dell’italianità”, che “hanno confermato il valore, l’impatto che una promozione della cultura può avere sul made in Italy” ma anche il valore del made in Italy “che si afferma come un valore culturale, perché nei nostri prodotti c’è tanta eleganza, stile, gusto e cultura”.
Un metodo, ha aggiunto De Luca, “che ha consentito anche di riunire i diversi soggetti della promozione, istituzioni e soggetti privati, governo centrale e le istituzioni locali, perché ci si ritrova nell’idea di valorizzare il contenuto della nostra produzione culturale e dei nostri prodotti”. Un metodo “di cui si avvantaggia anche l’offerta turistica, che cerca sempre di più di proporre itinerari culturali, ma anche enogastronomici”, senza dimenticare la promozione di “territori, esperienze e tradizioni ma anche dell’innovazione”.
Il 2017, inoltre, “è stato un anno importante, nel quale abbiamo per la prima volta potuto disporre di un fondo per il potenziamento della Cultura e della lingua italiana all’estero istituito con l’articolo 1 comma 587 della legge di bilancio 2017, che ha assegnato 150 milioni di euro per il quadriennio 2017-2020 ripartiti tra il Ministero Affari Esteri, il Mibac e il Miur. La maggior parte di questi fondi è destinata a potenziare le attività che la Farnesina svolge attraverso la rete diplomatica e consolare per la valorizzazione all’estero di questi valori di italianità e di questo Sistema Paese che vogliamo rappresentare”.
La Farnesina, ha proseguito De Luca, “dopo diversi anni di tagli, anche consistenti, al proprio bilancio, per la promozione culturale è diventata così destinataria nel quadriennio di circa 110 milioni di euro”. 
“Abbiamo cercato di collegare il piano di straordinario di promozione integrata al piano straordinario per il made in Italy che, come noto, è di competenza del Mise, che è stato rinnovato anche in questa Legislatura per l’anno 2019 e ci auguriamo che lo sia anche per gli anni a venire” così da “connettere insieme questi strumenti di promozione, la visione unitaria di promozione dell’Italia”.
Il motto che dal 2017 accompagna questa strategia è “Vivere all’italiana”, ha ricordato De Luca, prima di evidenziare il coinvolgimento di attori pubblici e privati, aziende e fondazioni bancarie “che si riconoscono in questa visione di promozione integrata del nostro Paese”.
La Direzione Generale ha documentato nel corso del triennio gli sviluppi del piano integrato: “stiamo cercando anche di fare delle valutazioni di impatto sugli eventi che abbiamo realizzato”, ha precisato De Luca, informando i deputati del fatto che “sono state utilizzate tutte le risorse a disposizione”.
Nel 2017 “abbiamo realizzato eventi in 250 città, in oltre 110 paesi. Siamo passati da 5886 eventi del 2016 a 7982 del 2017, grazie alla nostra rete di 84 IIC in 60 paesi. Una rete capillare presente nei cinque continenti, composta anche da ambasciate e consolati”, nei paesi dove non c’è un Istituto, cui sono state messe a disposizione delle risorse per attività di promozione culturale.
“Il nuovo ruolo dell’Istituto di cultura è stato fondamentale”, ha sottolineato De Luca, “perché gli IIC sono i coordinatori di queste iniziative alle quali abbiamo avuto dare anche un carattere di novità dal punto di vista delle impostazioni delle Campagne”. 
In passato “avevamo un’agenda che veniva definita Istituto per Istituto, Paese per Paese; ora, invece, abbiamo inteso definire alcuni ambiti particolarmente distintivi dell’italianità e della cultura italiana che sono la ricerca scientifica e tecnologica, il design e il cinema, l’audiovisivo e l’arte contemporanea, la cucina italiana e, naturalmente, la lingua italiana, che è una campagna che da tempo conduciamo, ormai da oltre 15 anni”. 
Dunque ci sono, dal 2017, “momenti di promozione unitari in tutta la rete all’estero per massimizzare l’impatto degli eventi”.
Il Direttore generale ha quindi citato le Settimane di promozione: “iniziamo dalla Giornata del Design, che abbiamo deciso di organizzare a ridosso dal Salone del Mobile di Milano che come sapete è l’evento più importante al mondo di design. La Settimana viene organizzata insieme alla triennale di Milano, all’Associazione del Disegn e al Miur. E così via via le altre campagne, quelle sul Cinema e sull’Audiovisivo, che organizziamo insieme al Mibac e ad Anica oltre che con le associazioni cinematografiche. In questo caso – ha voluto sottolineare De Luca – abbiamo inteso rappresentare non soltanto il cinema italiano nelle sue produzioni, nei suoi film, ma l’industria cinematografica nel suo compresso. Non dimentichiamo che molti degli Oscar italiani – l’Italia è il secondo paese per numero di Oscar dopo gli Stati Uniti – vengono dal mondo dei “Mestieri del cinema”, coreografi, sceneggiatori, costumisti, tecnici del suono e così via. Insomma c’è un’industria che è anche espressione della capacità artigianale e del made in Italy, che conquista successi e che ci posiziona a livello internazionale”.
Quindi, la Settimana della Cucina, esperienza “nata dopo l’Expo per rappresentare la ricchezza del patrimonio gastronomico, ma anche dell’agricoltura sostenibile che è dietro questo patrimonio gastronomico, e di una industria di trasformazione alimentare all’avanguardia del mondo”.
Campagne che “hanno avuto un successo particolare perché sono riuscite a coinvolgere non solo la nostra rete, le istituzioni pubbliche, ma tutto il mondo, anche associativo, il settore privato e le regioni, le realtà territoriali” visto che tutte le iniziative “sono diventate anche uno strumento di promozione dei territori”.
Il 2017, ha detto ancora De Luca, è stato “un anno di profondo cambiamento anche per il sistema della formazione italiana nel mondo”. ricordata l’entrata in vigore della Buona Scuola con il decreto legislativo 64 che tra l’altro “ha ripartito tra Maeci e Miur le competenze relative alla gestione delle istituzioni e delle iniziative scolastiche e universitarie”, il Direttore Generale è passato alle cifre.
Nel 2017, ha ricordato, “operavano 8 istituti statali omnicomprensivi – Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo – e 40 scuole italiane e paritarie; due scuole italiane non paritarie a Basilea e a Smirne. A tale rete si affiancano le sezioni italiane presso le scuole straniere, 79 sezioni italiane presso scuole straniere bilingui o internazionali, di cui 63 nell’Unione Europea e 13 in paesi europei non Unione Europea; 1 in Asia, 1 nelle Americhe, e 1 in Oceania; e le 7 sezioni italiane presso le scuole europee: 3 a Bruxelles, una rispettivamente a Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Varese”. 
Quanto alle scuole statali, De Luca ha riferito che “nel corso del 2017 gli alunni sono stati 4.208; nelle scuole paritarie gli alunni sono stati 16.224 di cui 1938 italiani 14286 stranieri: questo – ha sottolineato – è un dato molto significativo dell’attrattività della lingua italiana. Gli studenti italiani frequentanti sezioni italiane sono stati 2039”.
Infine, i soldi: “nel 2007 abbiamo erogato contributi per il mantenimento di cattedre di italiano per 685.309 euro; per il sostegno finanziario delle attività delle scuole paritarie 1.755.357 euro”. 
Nel biennio 16/17 “abbiamo avuto 110 lettori”, i cui corsi sono stati frequentati da 28.152 studenti.
De Luca ha poi citato la rete degli addetti scientifici, cioè “ricercatori e docenti provenienti dai ruoli dello Stato e dagli enti pubblici che sono in servizio presso ambasciate e consolati e rappresentanze permanenti dell’Italia all’estero, il cui compito è quello di valorizzare i settori prioritari della ricerca scientifica”. Ribadita l’importanza anche di questa azione, De Luca ha ricordato il lancio della piattaforma “Innovitalia” cui hanno accesso migliaia di ricercatori italiani che, ha sottolineato, “dobbiamo considerare una risorsa, non una fuga di cervelli”.
Quanto ancora alla promozione della lingua italiana e dei corsi di lingua, De Luca ha ricordato che “a partire da febbraio 2017 la Dg Sistema Paese è diventata competente per gli enti cosiddetti gestori, che noi oggi chiamiamo enti promotori” sempre nell’ottica dell’azione “unitaria della promozione della lingua italiana”.
Il ruolo di questi enti “deve essere inserito in un discorso organico di promozione della lingua e deve perseguire gli obiettivi di crescita del numero degli studenti di italiano del mondo, in una logica di integrazione, di coordinamento con le missioni diplomatiche e con i Consolati, per stabilire veri e propri Piani Paese” così come “definito nel corso di tre edizioni degli Stati Generali della lingua italiana”.
L’impegno per la promozione della lingua italiana da sempre “è una delle priorità” della Farnesina che da anni organizza la Settimana della lingua italiana nel mondo “ogni anno associata ad un tema”, ha ricordato de Luca. “Attraverso la rete diplomatico-consolare abbiamo cercato di individuare modalità, anche innovative, di promozione della lingua; abbiamo utilizzato tutte le risorse disponibili per promuovere i corsi con gli enti gestori, con gli IIC e con la Dante Alighieri, che ha beneficiato di un contributo ulteriore da parte del piano di promozione integrata, e abbiamo valorizzato la funzione dei dirigenti scolastici all’estero”, che hanno il compito di “coordinare le attività di insegnamento e di promozione della lingua”.
La DGSP, ha detto ancora De Luca, “ha molto insistito anche sulla rappresentazione delle capacità italiane nel mondo dello spettacolo, del teatro e del cinema. Abbiamo introdotto anche la promozione dell’arte contemporanea italiana: molti di voi avranno visitato la Collezione Farnesina, l’unica collezione al mondo presente in un Ministero degli Affari Esteri, che ospita 470 opere. Abbiamo voluto farla conoscere anche all’estero”, ha detto De Luca citando in particolare la presentazione in programma del 2020 in Cina in occasione dell’Anno della cultura italiana in Cina e della cultura cinese in Italia. Mostre in tal senso, ha ricordato, sono state organizzate in India e in diversi paesi asiatici, perché “noi vogliamo rappresentare non soltanto la grandissima storia, il patrimonio della tradizione culturale italiana, ma anche la contemporaneità, l’innovazione e la creatività che il Paese esprime oggi”.
Il piano di promozione ha infine sottolineato che la cultura “non è soltanto un elemento importante del nostro “potere soffice” o soft power come si dice in inglese, ma anche per la nostra produzione economica. L’industria culturale – ha sottolineato De Luca – pesa per il 6,1% del PIL”, dunque “non è soltanto un aspetto “di immagine” del Paese che proponiamo”.
Tra l’altro, ha precisato, De Luca “l’industria culturale e dell’audiovisivo è quella che ha un valore superiore in rapporto al PIL. Esportiamo molto di industria culturale e attraiamo molto per la nostra offerta industria culturale in Italia” anche a beneficio del turismo.
Un’azione complessa, dunque, che, ha concluso De Luca, la Dgsp auspica di portare avanti con il “sostegno” del Comitato e delle Commissioni parlamentari, che “ci è sempre dato, in particolare nel corso degli ultimi anni”. (m.c.\aise)

Qui il link al comunicato:

https://www.aise.it/lavori-parlamentari/de-luca-la-promozione-integrata-funziona/131337/1/1/6985

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