Billi: dimissioni del ministro inglese, una lezione a Boschi & compagni

Cari amici, mi trovo sempre a Londra e sto incontrando i tanti connazionali che vivono nel Regno Unito. Mentre si parlava del livello della politica italiana ci è arrivata una “lezione” proprio da un ministro inglese, Lord Michael Bates, Ministro per il dipartimento internazionale per lo Sviluppo, che per aver ritardato solamente qualche minuto la sua presenza in Aula, non ha potuto rispondere ad una interrogazione di una parlamentare. Il ministro insieme alle scuse, ha presentato anche le sue dimissioni affermando “Mi vergogno”. Ce lo vedete un ministro italiano che fa una cosa del genere? Pura fantascienza! Avrebbero tanto di cui vergognarsi, purtroppo non provano questo sentimento d’altri tempi i nostri ministri: la vergogna!!! Ce l’avreste vista la Boschi a dimettersi?? Non credo, perché pur di essere eletta spera nella clemenza degli elettori di Bolzano invece che in quella degli aretini…. (Arezzo città di Banca Etruria)

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Billi: “Oltre 5 milioni di italiani fuggiti all’estero. Italia penultima tra Paesi Ocse per numero di laureati!” Ecco i dati

Gli italiani scappano all’estero per lavorare! Il Belpaese, che potrebbe vivere della sua bellezza, del suo paesaggio, del suo patrimonio culturale e delle sue eccellenze enogastronomiche, non riesce a tenere i suoi figli a casa. I dati relativi al rapporto “Education at a glance” che presenta il quadro dell’istruzione nei 35 Paesi dell’OCSE e in alcuni dei Paesi partner dell’Organizzazione, ci dicono tanto delle condizioni dell’istruzione e del gap che viviamo nel nostro Paese.
Al 31 dicembre 2017 il numero degli italiani residenti all’estero si attesta a quota 5.114.469. Alla stessa data del 2016 erano 4.973.942. Il dato è fornito dal Ministero dell’Interno che, con il Ministero degli Esteri, ogni anno aggiorna l’elenco degli espatriati. Dai dati ministeriali i concittadini all’estero solo nella ripartizione Europa sono 2.770.175. L’Italia, al contrario, non ha capacità di attrarre studenti internazionali. Le università italiane attirano meno studenti internazionali: solo il 4% dei nuovi iscritti non è di cittadinanza italiana, rispetto a una media dell’11% nei Paesi

Giovane laureato in cerca di un futuro

dell’OCSE.  Secondo l’Ocse siamo penultimi per numero di laureati. L’Italia presenta una proporzione relativamente bassa di adulti in possesso di un titolo d’istruzione terziario. Come se non bastasse abbiamo anche un alto mismatch – il dislivello tra competenze teoriche e lavoro svolto – infatti il 35% dei nostri laureati lavora in settori che nulla hanno a che vedere con quello che hanno studiato!

La percentuale di adulti in possesso di una laurea come livello più alto d’istruzione è la seconda più bassa tra i Paesi dell’OCSE dopo il Messico e il tasso di conseguimento di una prima laurea è del 35%, il quarto tasso più basso dei Paesi dell’OCSE dopo l’Ungheria, il Lussemburgo e il Messico. Solo il 18% dei 25-64enni ha completato gli studi di livello terziario in Italia, il 4% con una laurea di primo livello e il 14% con una laurea magistrale o un livello equivalente. La media OCSE è due volte più elevata (37%). Potremmo dare tanto, siamo abituati alla bellezza! Amiamo il bello, siamo dei sognatori, degli umanisti! I campi di studio preferiti sono infatti le belle arti e le discipline umanistiche, le scienze sociali, il giornalismo e l’informazione, registrando una quota complessiva del 30% tra i laureati, il tasso più alto tra i Paesi dell’OCSE! Ma spesso dobbiamo lasciare l’Italia. Solo nel 2016, secondo una stima della Fondazione Migrantes, oltre 124mila nostri connazionali si sono trasferiti all’estero. Il 39% degli “expat” rientra nella fascia 18-34 anni, con un balzo di oltre il 23% rispetto all’anno precedente!
La percentuale di adulti in possesso di un titolo di studio terziario come livello più alto d’istruzione conseguita in Italia è tra i più bassi dei Paesi dell’OCSE, con solo il 18% di adulti laureati. Questi bassi livelli d’istruzione terziaria possono essere in parte dovuti a prospettive insufficienti di lavoro- dice la ricerca- e a bassi ritorni finanziari in seguito al conseguimento di un titolo di studio terziario. Una percentuale inferiore del 21% rispetto alla media OCSE per gli uomini e del 35% per le donne. L’Italia registra il divario di genere più pronunciato tra i Paesi dell’OCSE a riguardo delle lauree nel settore educativo: le donne rappresentano il 94% dei titolari di una laurea di primo livello e il 91% di una laurea di secondo livello. E spesso devono invece rimanere a guardare, restando ai margini del mondo del lavoro con stipendi a volte la metà di quegli degli uomini.

L’Italia ha bisogno di una svolta! C’è davvero tanto da fare, vogliamo cambiare o no?

Simone Billi

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Nuovi Ambasciatori italiani a Londra, Mosca, Parigi, Dublino. Gli auguri di Simone Billi

Raffaele Trombetta è il nuovo Ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Quito Terracciano a Mosca. I due diplomatici, entrambi napoletani, hanno un prestigioso curriculum. Raffele Trombetta è nato nel 1960 a Napoli, dove si è laureato in Scienze politiche nel 1983, ha inoltre conseguito un Master in Studi Europei presso la London School of Economics. La sua carriera diplomatica inizia nel 1985. Pasquale Quito Terracciano è il nuovo ambasciatore a Mosca, dopo il suo incarico di Ambasciatore a Londra. Il diplomatico lascia Londra dopo cinque anni. Pasquale Quito Terracciano, nato a Napoli il 4 maggio 1956, è sposato ed ha tre figli, parla inglese, francese, spagnolo e portoghese.

Ambasciata d’Italia

Simone Billi,candidato per la lista di centrodestra (Salvini, Berlusconi, Meloni – Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) dichiara “Ai nuovi Ambasciatori italiani va il mio più caloroso augurio di buon lavoro per i loro importanti compiti e per tutto ciò che li aspetta anche in questo nuovo e impegnativo viaggio. 

Voglio estendere il mio augurio di buon lavoro ai due nuovi ambasciatori a Parigi e Dublino, di recentissima nomina”. Teresa Castaldo è la nuova Ambasciatrice a Parigi. Campana, classe 1958, arriva in Francia dopo la sua esperienza all’Ambasciata in Argentina. Paolo Serpi è il nuovo Ambasciatore d’Italia a Dublino. Romano, classe 1958, Serpi si laurea in Giurisprudenza ed entra in carriera diplomatica nel 1983. “Voglio ringraziare fin d’ora gli Ambasciatori italiani per tutto quello che faranno per le relazioni diplomatiche con i Paesi che ospitano i tantissimi nostri connazionali”.

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Simone Billi: ” 14 miliardi di euro nel 2015 per la fuga dei cervelli all’estero”

Simone Billi: quanto ci costa il brain drain

Vi sembra che la situazione non sia preoccupante? Quanti giovani preparati, preziosi per l’Italia, devono fare una valigia, lasciare gli affetti, e riprogrammare una vita in un Paese straniero, per vivere dignitosamente? Dai dati del centro studi di Confindustria di settembre 2017 emerge un quadro drammatico. “Dal 2008 al 2015, periodo in cui il tasso di disoccupazione in Italia è passato dal 6,7% all’11,9% (dal 9,8% al 18,9% per gli under 40), hanno spostato la residenza all’estero 509mila italiani: di questi, circa 260mila avevano tra i 15 e i 39 anni, il 51,0% del totale degli emigrati, un’incidenza quasi doppia rispetto a quella della stessa classe di età sulla popolazione (28,3%). Considerando che la spesa familiare per la crescita e l’educazione di un figlio, dalla nascita ai 25 anni, può essere stimata attorno ai 165 mila euro, è come se l’Italia, con l’emigrazione dei giovani, in questi anni avesse perso 42,8 miliardi di euro di investimenti in capitale umano. Per il solo 2015, con un picco di oltre 51mila emigrati under 40 (dai 21mila del 2008), la perdita si aggira sugli 8,4 miliardi. A questi va aggiunta la perdita associata alla spesa sostenuta dallo Stato per la formazione di quei giovani che hanno lasciato il Paese: 5,6 miliardi se si considera la spesa media per studente dalla scuola primaria fino all’università. In totale 14 miliardi nel 2015. Una stima per difetto, considerato che emigrano più spesso giovani non solo particolarmente motivati ed intraprendenti, ma anche più istruiti. L’esportazione di capitale intellettuale, oltre a essere una perdita di persone e denaro speso per crescerle e formarle, abbassa il potenziale innovativo del Paese, che nel lungo periodo è il motore della produttività”. Ma non ci costa davvero troppo il “brain drain”, la fuga di cervelli?

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Sei momentaneamente all’estero? Ecco come poter votare!

 Qualche informazione per chi è momentaneamente all’estero e vorrebbe votare. Attenzione scadenza domani 31 gennaio per far pervenire il modulo al tuo comune di residenza !

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Primo punto IMU!

Mi chiamo Simone Billi sono nato a Firenze e vivo in Svizzera ho accettato di candidarmi per il Parlamento Italiano. Qui presento i punti del mio programma!

 

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Ho accettato la candidatura al Parlamento italiano

Cari Amici, sono emozionato, ho appena accettato la candidatura al Parlamento italiano.

Vi chiedo di collaborare con me e di sostenermi in questa importante avventura. Mi sento orgoglioso di rappresentare tutti noi italiani all’estero che con non poche difficoltà abbiamo dovuto lasciare il nostro Paese.  Vi chiedo quindi di valutare le mie proposte e segnalarmi eventuali integrazioni. Credo nel ruolo del Deputato dell’estero e sono convinto che insieme, con Coraggio e Passione, riusciremo a dare il nostro determinante apporto!

Potrete trovare maggiori informazioni sul mio sito web: www.SimoneBilli.eu

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Billi: Un politico che mantiene le promesse fatte agli elettori, costi quel che costi!

Il Giornale: “La lezione di Trump ai nostri politici”

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Billi: Giovani, andate a votare, altrimenti la politica si farà senza di voi!

Il Foglio: “A Davos la Lagarde parla di giovani, in Italia la politica di pensioni”

La crisi ha allargato il divario tra le generazioni. Ma i partiti in campagna elettorale parlano solo agli anziani

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Billi: Vicini alle elezioni, vicini al cambiamento!

Affari Italiani: “Elezioni 2018 sondaggi Pd crollo: -12 punti dal Centrodestra. Lega vicina a FI”

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