Simone Billi

deputato eletto nella Circoscrizione Estero-Europa

L’Europa al bivio: scelga prosperità e pace

Quella che segue è la traduzione italiana del discorso pronunciato in occasione dell’ultimo CPAC Hungary, il 25 aprile a Budapest.

 

Buongiorno a tutti.
Sono veramente felice di tornare su questo palco ancora una volta. È meraviglioso che Miklos Szantho e l’intero team del Centro per i Diritti Fondamentali lavorino per questa fantastica costruzione di una rete di conservatori in tutto il mondo.

Tra un mese ci sarà una decisione cruciale per l’Europa: continuare con la fallimentare coalizione di socialisti e liberali o coinvolgere le forze conservatrici e identitarie per affrontare le sfide europee e correggere i disastri causati da questa Commissione europea. Questa Commissione europea ha imposto un’agenda verde radicale all’Europa – case ecologiche, stop ai motori a combustione, auto elettriche – con direttive UE da tealizzarsi in tempi troppo brevi.
Tutto ciò contro l’interesse dei cittadini europei e contro le industrie europee: spenderemo molti soldi e diventeremo più poveri.
E il potere economico e industriale si sta spostando in Cina grazie alle nostre stesse imposizioni.
Ci facciamo del male con le nostre stesse mani.
Le emissioni di CO2 dai paesi europei rappresentano circa il 6% delle emissioni globali totali. La Cina è al 27%, gli Stati Uniti all’11% e l’India al 7%. Quindi, l’agenda verde dell’UE non avrà un impatto reale sulle emissioni globali di CO2.
Un politico italiano, Giulio Andreotti, decenni fa, disse: “Gli ambientalisti sono come le angurie: verdi all’esterno, rossi all’interno.”

Le direttive dell’UE non possono essere come le direttive del vecchio Partito Comunista, che imponeva leggi dall’alto per l’interesse superiore della società, senza una reale connessione con le difficoltà e le esigenze della vita di tutti i giorni e senza considerare i veri problemi delle persone.
Abbiamo bisogno di un’economia liberata dalla burocrazia.
Meno interferenze dello Stato, soprattutto dal superstato europeo socialista. I paesi occidentali devono rimanere uniti su tutti i fronti.
L’Unione Europea deve rafforzare la sua politica estera, all’interno del quadro delle alleanze esistenti. Contestiamo il dirigismo economico europeo e lo statalismo, come nel vecchio regime sovietico.

Infine, la Commissione UE ha fallito un’altra importante sfida per la nostra Europa: l’immigrazione.
I socialisti e liberali considerano l’immigrazione qualcosa di positivo e da facilitare. Ma in Africa ci sono quasi 1,2 miliardi di persone, nel Medio Oriente 800 milioni. Nell’UE siamo 450 milioni. Se solo il 10% delle persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente si trasferisse nell’Unione Europea, avremo il 50% in più di popolazione.
L’immigrazione è un fenomeno globale che deve essere regolamentato. Dobbiamo accogliere i rifugiati, ma aiutare gli altri a casa loro.
Amici miei, le diversità dei popoli europei sono essenziali per il ruolo dell’Europa nelle sfide geopolitiche che ci attendono. Difendere le diverse culture, storie, tradizioni e promuovere i valori europei è essenziale per il nostro futuro: solo se sappiamo chi siamo, possiamo capire dove andare. “Insieme, noi, il popolo d’Europa, verso un futuro luminoso, tenendo sempre presente che le radici profonde non sono raggiunte dal gelo” (cit. Tolkien).
Solo un’Europa dei popoli forte e unita può garantire prosperità e pace per le future generazioni in tutto il mondo. Questa è una battaglia non solo per le prossime elezioni europee di giugno, ma per i prossimi vent’anni. Lavoriamo insieme per una nuova Europa dei popoli e costruiamo la pace globale.

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