Billi: “Oltre 5 milioni di italiani fuggiti all’estero. Italia penultima tra Paesi Ocse per numero di laureati!” Ecco i dati

Gli italiani scappano all’estero per lavorare! Il Belpaese, che potrebbe vivere della sua bellezza, del suo paesaggio, del suo patrimonio culturale e delle sue eccellenze enogastronomiche, non riesce a tenere i suoi figli a casa. I dati relativi al rapporto “Education at a glance” che presenta il quadro dell’istruzione nei 35 Paesi dell’OCSE e in alcuni dei Paesi partner dell’Organizzazione, ci dicono tanto delle condizioni dell’istruzione e del gap che viviamo nel nostro Paese.
Al 31 dicembre 2017 il numero degli italiani residenti all’estero si attesta a quota 5.114.469. Alla stessa data del 2016 erano 4.973.942. Il dato è fornito dal Ministero dell’Interno che, con il Ministero degli Esteri, ogni anno aggiorna l’elenco degli espatriati. Dai dati ministeriali i concittadini all’estero solo nella ripartizione Europa sono 2.770.175. L’Italia, al contrario, non ha capacità di attrarre studenti internazionali. Le università italiane attirano meno studenti internazionali: solo il 4% dei nuovi iscritti non è di cittadinanza italiana, rispetto a una media dell’11% nei Paesi

Giovane laureato in cerca di un futuro

dell’OCSE.  Secondo l’Ocse siamo penultimi per numero di laureati. L’Italia presenta una proporzione relativamente bassa di adulti in possesso di un titolo d’istruzione terziario. Come se non bastasse abbiamo anche un alto mismatch – il dislivello tra competenze teoriche e lavoro svolto – infatti il 35% dei nostri laureati lavora in settori che nulla hanno a che vedere con quello che hanno studiato!

La percentuale di adulti in possesso di una laurea come livello più alto d’istruzione è la seconda più bassa tra i Paesi dell’OCSE dopo il Messico e il tasso di conseguimento di una prima laurea è del 35%, il quarto tasso più basso dei Paesi dell’OCSE dopo l’Ungheria, il Lussemburgo e il Messico. Solo il 18% dei 25-64enni ha completato gli studi di livello terziario in Italia, il 4% con una laurea di primo livello e il 14% con una laurea magistrale o un livello equivalente. La media OCSE è due volte più elevata (37%). Potremmo dare tanto, siamo abituati alla bellezza! Amiamo il bello, siamo dei sognatori, degli umanisti! I campi di studio preferiti sono infatti le belle arti e le discipline umanistiche, le scienze sociali, il giornalismo e l’informazione, registrando una quota complessiva del 30% tra i laureati, il tasso più alto tra i Paesi dell’OCSE! Ma spesso dobbiamo lasciare l’Italia. Solo nel 2016, secondo una stima della Fondazione Migrantes, oltre 124mila nostri connazionali si sono trasferiti all’estero. Il 39% degli “expat” rientra nella fascia 18-34 anni, con un balzo di oltre il 23% rispetto all’anno precedente!
La percentuale di adulti in possesso di un titolo di studio terziario come livello più alto d’istruzione conseguita in Italia è tra i più bassi dei Paesi dell’OCSE, con solo il 18% di adulti laureati. Questi bassi livelli d’istruzione terziaria possono essere in parte dovuti a prospettive insufficienti di lavoro- dice la ricerca- e a bassi ritorni finanziari in seguito al conseguimento di un titolo di studio terziario. Una percentuale inferiore del 21% rispetto alla media OCSE per gli uomini e del 35% per le donne. L’Italia registra il divario di genere più pronunciato tra i Paesi dell’OCSE a riguardo delle lauree nel settore educativo: le donne rappresentano il 94% dei titolari di una laurea di primo livello e il 91% di una laurea di secondo livello. E spesso devono invece rimanere a guardare, restando ai margini del mondo del lavoro con stipendi a volte la metà di quegli degli uomini.

L’Italia ha bisogno di una svolta! C’è davvero tanto da fare, vogliamo cambiare o no?

Simone Billi

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