NATO: 5% investimenti anche per lo sviluppo e la sicurezza del Paese
EXECUTIVE SUMMARY:
– Pieno sostegno alla NATO come garanzia di pace, libertà e sicurezza nel mondo.
– No a considerare le spese per la difesa solo come acquisto di armamenti.
– Necessità di piattaforme di difesa unificate, evitando sistemi d’arma concorrenti e inter-operabilità dei mezzi, sia sistemi elettronici che meccanici.
– L’UE spende 350 miliardi, seconda al mondo, ma non ha eserciti proporzionati: fallimento politico della Commissione UE a guida socialista.
– Un esercito europeo coordinato rafforzerebbe anche l’alleanza con gli USA.
– Giorgetti (Ministro Economia): il 5% è una strategia per rafforzare industria, crescita e sovranità.
– Crosetto (Ministro Difesa): l’Europa è un “nano militare” senza deterrenza USA.
TESTO COMPLETO DELL’INTERVENTO:
Roma, 10/09/2025: “Signor Presidente, colleghi,
noi lavoriamo per la pace, con convinzione.
L’Alleanza Atlantica è garanzia di pace, libertà e sicurezza per l’Italia e per l’Occidente.
Al vertice di giugno all’Aja, è stato approvato il nuovo Defence Investment Plan, che fissa l’obiettivo di portare entro il 2035 la spesa per difesa e sicurezza al 5% del PIL.
L’Italia ha sottoscritto questo obiettivo, ma abbiamo anche chiarito che deve essere un investimento strategico per il nostro Paese, con una parte significativa delle risorse destinata alla resilienza, all’innovazione tecnologica, allo sviluppo industriale avanzato, alle infrastrutture civili e alla ricerca scientifica di frontiera.
Parliamo di tecnologie avanzate: intelligenza artificiale, robotica, cybersicurezza, materiali avanzati, infrastrutture. Non solo per la difesa, ma per sostenere lavoro, crescita e sviluppo. In definitiva, parliamo del futuro dell’Italia!
Come accadde con l’Autostrada del Sole – da toscano ci tengo a dirlo – che ha fatto correre l’Italia, ha unito territori, ha creato un ponte tra Nord e Sud, sì, cari colleghi, un ponte che ha aperto una stagione di fiducia e sviluppo nel nostro Paese.
Giorgetti lo ha detto chiaramente: il 5% non è solo un numero, ma una strategia sostenibile che rafforza industria, crescita e sovranità nazionale.
Che sia chiaro, quindi: quando parliamo di spese per la difesa, non dobbiamo parlare solo di armamenti!
Come Lega, siamo contrari a progetti da 800 miliardi calati dall’alto, che rischiano di favorire solo Francia e Germania.
Ma senza una strategia comune, le nuove spese in difesa rischiano di risultare sprechi.
Quindi: Sì a piattaforme di difesa unificate e NO a sistemi d’arma concorrenti,
Perché – cari colleghi – non ha senso che ogni Paese sviluppi lo stesso mezzo in dieci versioni diverse, che addirittura non parlano tra loro.
C’è un dato che non possiamo ignorare: l’Unione Europea spende 350 miliardi in difesa, seconda al mondo solo dopo gli USA.
Ma gli eserciti europei non sono i secondi al mondo!
È evidente che c’è stata un’enorme sconfitta politica di questa Commissione Europea a trazione socialista: ora tutti i popoli europei ne pagano il conto!
Dobbiamo rafforzare l’Occidente e non dividerlo; ma per farlo dobbiamo sapere chi siamo e promuovere i nostri valori, la nostra storia, le nostre tradizioni.
A Bruxelles non se lo ricordano mai!
Crosetto lo ha detto chiaramente: l’Europa è un nano militare, senza deterrenza USA e senza una svolta culturale e industriale resterà irrilevante.
Se avessimo eserciti europei ben coordinati, farebbe comodo anche agli alleati americani, per la pace, la libertà e lo sviluppo nel mondo, contro l’estremismo islamico, il terrorismo e i regimi comunisti che ancora oggi sopravvivono.
Presidente, passando alle mozioni delle opposizioni in discussione oggi, noto come tutte si dimentichino gli altri conflitti nel mondo, a parte Ucraina e Gaza, che sono circa un centinaio: Sudan, Congo, Etiopia, basta leggersi il dossier sui conflitti dimenticati dell’Osservatorio di Politica Internazionale!
L’opposizione strumentalizza solo i conflitti più noti, quelli che hanno più presa sull’elettorato e fanno comodo alla loro propaganda, dimenticandosi che le sofferenze e le guerre non si possono piegare alla convenienza politica del momento.
La mozione dell’onorevole Richetti fotografa alcuni dati, ma li piega a una narrazione che non condividiamo.
La mozione dell’onorevole Boschi confonde priorità strategiche con slogan e attacca la NATO, isolando l’Italia. D’altra parte, rispecchia la visione del senatore Renzi, ieri contrario, poi favorevole ed oggi diffidente verso von der Leyen.
Quella del Movimento 5 Stelle, a nome Ricciardi, be’h’, Presidente, la trovo molto coerente con la loro politica.
Innanzitutto, i due governi Conte hanno aumentato le spese militari.
Poi, la trovo coerente anche con la politica dei loro Sì: Sì al reddito di cittadinanza, Sì al superbonus 110, Sì all’ambientalismo radicale ed ideologico scollegato dalla realtà.
Ma anche molto coerente con quella dei loro grandi NO: NO alla TAV, NO al nucleare, NO al Terzo Valico, NO al Mose, NO al termovalorizzatore a Roma.
E oggi, Presidente, i 5S dicono NO anche alla difesa, che in realtà è un NO alla NATO, un NO alle nostre alleanze e un SÌ alla Cina.
Accecati dall’ideologia, vogliono un’Italia più debole, più dipendente dall’estero, meno competitiva.
Cari 5 Stelle, voi le elezioni le potete vincere solo in un modo: promettendo il reddito di cittadinanza!
La mozione Zanella dell’estrema sinistra somiglia più a un manifesto ideologico di fine Ottocento che a una proposta realistica per il bene del Paese.
Presidente, concludo con la mozione del PD.
Estremamente imbarazzante che D’Alema sia andato alla parata militare di Xi Jinping. Il PD crede ancora nella NATO o vuole comprare armi dalla Cina?
Attenzione, il problema è enorme!
E noi ci chiediamo: come si pone oggi il PD a riguardo? Segue la linea D’Alema, forse quella Guerini o quella di questa mozione?
In conclusione, noi della Lega siamo convinti che si debba investire nella difesa anche per garantire la sicurezza interna con assunzioni di militari e carabinieri per vigilare su strade e frontiere” – questo l’intervento in Aula a Montecitorio dell’On. Simone Billi, capogruppo della Lega Salvini Premier in Commissione Esteri, in occasione della discussione delle mozioni Zanella, Ricciardi, Boschi e Richetti contrarie all’aumento delle spese in difesa richieste dalla NATO.
